Metrò

Mostra di Simone Cartolari
Dove 
Stazione Gauss | Piazzale Falcone Borsellino, 17
Data Mostra 
dal 21 Marzo, 2015 al 26 April, 2015

La mostra presenta l’opera inedita di Simone Cartolari: dalle raffinate illustrazioni presentate nella prima sala, si passa al cortometraggio fruibile alla visione nella seconda saletta dell’Art Zone di Stazione Gauss.Dalle parole dell’artista: “questa mostra descrive il concetto di città-spazio nel quale cresciamo e viviamo plasmandoci assieme ad essa, a volte sentendoci come una piccola parte di essa come insetti, a volte protagonisti come le più grandi strutture che la compongono, il tutto, raccolto in un equilibrio senza origine e senza meta.” L’artista si ispira alla Transavanguardia, a me ha ricordato Frietz Lang e la sua Metropolis, a voi verrà in mente di associare il suo lavoro ad altri ancora. Fatto sta che ogni artista è unico e irripetibile, il suo lavoro è frutto di un istinto irrefrenabile che lo conduce a mostrare al mondo una nuova visione di ciò che lo circonda e offrirla al pubblico come momento di riflessione e, perché no, anche di svago.

Elisabetta Furlani

 

Dicono di lui:

“E’ un lavoro molto articolato, quello che contraddistingue Metro. Ovvero, l’opera di animazione svolta da Simone Cartolari, artista marchigiano di Cinema di Animazione, il quale, come in un’iperbole surreale, si addentra in luoghi-non luoghi riconducibili ad un immaginario collettivo della società  iper-attiva e fossilizzata della “Polis” moderna.

Vi si trovano, in Metro, riferimenti ideologici “non consueti”, diversi da quelli utilizzati dall’attuale sistema di comunicazione di massa, dalla “Neet generation della big Apple” dove l’uso dell’intelligenza è a scadenza, limitato e artificiale.

In Metro, l'Immagine ha i riferimenti decadenti, che si identificano nei segni, negli stili e nei paradigmi di un neo-classico, su cui poggiano tutte le dicotomie del pensiero moderno occidentale.

Un pensiero che soffre, ma che offre ancora, un certo margine di mistero e di spazio per l’immaginazione, dove si leggono i rimandi a quello vitreo e metafisico di Morandi, in quanto più una cosa è inanimata, tanto più è mossa da un’infinità di pensieri e fascinazione. Ed ancora, l’innamoramento di Simone per l’allure minimale ed elegante, del grande cinema di Antonioni, con le risonanze di ognuno di noi raccolte dentro immagini.

Tutto vale, anche se ha un peso lieve ma resistente al tempo e non vuoto come l’emozioni del nostro contemporaneo, bruciate nell’attimo stesso in cui si vivono, senza domanda e senza ritorno.

Sono vie di fuga, quelle offerte tra i grattacieli di Metro, sono le Città Invisibili di Italo Calvino, a cui l’Uomo del nostro tempo può ancora far scalare i suoi sogni.

Traiettorie geometriche, come spartiti di Jazz freddo, alla Errol  Garner, le quali, non sono altro che diversi punti di vista, di un “solo” pensiero in “ascesa” che mira in alto e, se non al cielo, almeno al cervello. 

Metro, incide senza invadere, nella coscienza di “Chi” guarda , con proiezioni fredde e dilatate, statiche e vulnerabili al contempo, di forme di ego, come  paure, celebra figure, quasi sempre ancestrali e quasi sempre femminili. Forme, arcaiche e iconoclaste del “senso materno” di cui la società occidentale si ciba suo malgrado e rigetta senza ritegno, in variegata e virulenta violenza.

Metro è contrasto raffinato di “un’animazione immobile”, in cui il tridimensionale è il pensiero ambiguo del fruitore che, come in un’analisi profusa e virtuale, guidato da Simone Cartolari, va alla ricerca del senso della Vita come dell’Arte, partendo dalle origini della gnosi, dall’uso che se ne fa: ”del Verbo” (fotogramma relativo alla torhà)”.

Antonella Ventura

Tipologia Artista 
Tecnica mista
Nome Artista 
Simone Cartolari
Bio Artista 

Simone Cartolari (1975) nasce a Pesaro e conosce la sua identità artistica nei banchi dell’Istituto Statale d’Arte di Urbino, dai più conosciuto come Scuola del Libro.
Dopo il diploma quinquennale, Simone si specializza in cinema d’animazione presso lo stesso istituto. Da qui comincia una professione di tipo amministrativo, totalmente lontana dal fare arte, ma comunque all’interno dell’ambiente creativo di una nota azienda di moda del territorio marchigiano. Le pulsioni artistiche tuttavia non lo abbandonano e, come spesso accade per gli artisti, fuori dall’orario di lavoro si dedica alla sua ricerca personale, prediligendo il mezzo dell’illustrazione, poi finalizzata all’animazione. Il suo lavoro è il frutto di “un percorso di analisi introspettiva espressa attraverso simbolismi ancestrali e prospettive dicotomiche. Questi elementi si ritrovano in tutte le mie opere sia nella raffigurazione di soggetti naturalistici sia urbani o anatomici.”
La formazione artistica lo aiuta a prendere ispirazioni dalle grandi correnti del novecento, dal Neoplasticismo all’arte Concettuale. Trova inoltre spunti interessanti nella Transavanguardia, corrente italiana degli anni ’80 che privilegia il ritorno alle tecniche pittoriche più squisitamente manuali, teorizzata dal critico Achille Bonito Oliva.