Paolo Paggi

Dialoghi sull'Autorità
Dove 
Stazione Gauss | Piazzale Falcone e Borsellino, 17
Data Mostra 
dal 9 Gennaio, 2015 al 1 Febbraio, 2015

 

Par ch'egli sia una grande autorità; accordatevi con lui e offritegli dell'oro: benché l'autorità sia riluttante come l'orso, spesso si fa condurre per il naso con l'oro. Mostrate il didentro della vostra borsa al di fuori della sua mano e non ci si pensi più.

William Shakespeare, Il racconto d’Inverno, Act IV, scene 4, line 826.

L’esposizione presenta un' installazione performativa composta di 24 illustrazioni di fatti storici e fittizi sul tema dell’autorità. Ai visitatori che desiderano partecipare, sarà data della carta e una penna. Ogni illustrazione ha sul retro un foglio di carta carbone che permetterà al pubblico di copiare, ricalcando sull’originale, i disegni in esposizione e portarsi a casa la copia o le copie.

L’opera nasce in seguito ai recenti fatti di cronaca di Ferguson, dove un agente di polizia ha ucciso un ragazzo afro-americano disarmato.

Ma la questione è ancora più complessa e la globalizzazione non semplifica le cose: non solo vediamo solo quello che ci vogliono mostrare, ma la forza delle immagini reiterate è tale da poterci indurre a considerare i messaggi che ci vengono imposti come la storia stessa, la pura e semplice realtà. Non ci sono più eventi al di fuori di quelli mediatizzati […] L'effetto perverso dei media, indipendentemente dalla qualità e dalle intenzioni di chi li dirige, sta nel fatto che ci insegnano a riconoscere, ovvero a credere di conoscere e non a conoscere o ad apprendere.

Marc Augè, che fine ha fatto il futuro? Dai non luoghi al non tempo, editore Elèuthera, pag. 39.

Nel mondo Globale governato dal consumismo i mass media (le televisioni, i social network, le testate giornalistiche, i blog, ecc.) definiscono la realtà che ci circonda. Tentare di riconoscere la verità, in quello che ci è mostrato, è un compito impossibile, ma necessario, proprio in questo momento di fragilità identitaria, dove il futuro tecnologico avanza più velocemente di quanto il presente possa assimilare, dove il passato sembra sbiadito tra molteplici letture e riletture. Ora più che mai è necessario non arrendersi all’autorità globalizzante, ma mettere in discussione con criticità il mondo mediatico.

Prima di tutto c’è l’abitudine che è essenziale alla continuità dell’obbedienza: gli uomini obbediscono perché hanno sempre obbedito […] Ma il più efficace dei controlli si esercita sulla coscienza degli individui: è il controllo della mente del suddito, la propaganda e il condizionamento mentale, che ottengono molto di più delle sanzioni e della repressione poliziesca. Non mancano addirittura forme di identificazione psicologica con il governante e il sistema o di indifferenza politica che portano ad obbedire agli ordini, regolamenti e leggi senza mai mettere in discussione l’autorità da cui provengono. Tra i più acquiescenti e rispettosi del Potere, al quale non sanno mai disobbedire o resistere, ci sono quelli che mancano di fiducia in se stessi. Costoro, non avendo una volontà propria ed un patrimonio di certezze che permetta loro di prendere coscienza dei propri diritti e possibilità, tendono ad evitare le responsabilità, a delegarle a chi sta più in alto nella gerarchia sociale. 

Gene Sharp, Politica dell’azione non violenta - Volume I, edizioni gruppo abele, pag.27

Dialoghi sull'autorità è una riflessione sul potere mediatico dell’immagine. L’opera pone il pubblico partecipante di fronte ad una scelta etica, se obbedire fedelmente all’artista e copiare senza obiezioni o disobbedire. Alla fine del periodo espositivo, le stratificazioni delle scelte attuate dal pubblico sugli originali produrranno 24 lavori che non sono più opera dell’artista, ma di una collettività che ha scelto di dialogare con l’autorità.

E se nel filosofare più alla peripatetica che alla platonica opinione mi sono accostato, ho seguita per duce non tanto l'autorità quanto la ragione, con la scorta della quale se pur errar si può, meglio è l'errare che guidato dall'autorità andare a dritto camino.

Torquato Tasso, Discorso della virtù feminile e donnesca, edizione elettronica del 17/10/2001, pag.6

 

L'esposizione è accompagnata da tre serate, ogni mercoledì sera dalle 21, dove si terrà una visita guidata all’esposizione e verranno presentate delle letture sull'argomento, dopo le quali ci sarà uno scambio di commenti e opinioni. Per partecipare alle serate (14/21/28 gennaio 2015) si chiede la prenotazione tramite mail (arte@stazionegauss.it): i posti disponibili per ogni serata saranno 10.

Nome Artista 
Paolo Paggi
Bio Artista 

Paolo Paggi (1986) - Si laurea nel 2009 in arti visive all’Accademia di belle arti di Carrara. Durante lo stesso anno si trasferisce per un breve periodo a Lisbona dove si avvicina alle pratiche curatoriali e alle performance. Nel 2010 partecipa come ospite all’apertura del progetto Irukandji. Nel 2011 partecipa come giovane curatore a SACS Milano, successivamente alla residenza per curatori della Dena Foundation for Contemporary Art a Parigi e parallelamente collabora con l’associazione FARE. Nel 2012 ottiene la laurea specialistica in Comunicazione ed Organizzazione per l’Arte Contemporanea all’Accademia di belle arti di Brera, pochi mesi dopo inizia la sua collaborazione con Giacomo Cardoni, sotto lo pseudonimo di Fratelli Mangiagrigio, lo stesso anno organizza e cura “Mitologie Urbane” progetto di residenza artistica alla Fondazione Centro Arti Visive Pescheria, all’interno del Festival Perepepè. Tra il 2013 e il 2014 fonda con tre artisti 4bid Gallery ad Amsterdam. A Novembre 2014 termina le collaborazioni con Giacomo Cardoni e 4bid Gallery, iniziando una nuova collaborazione con Masako Matsushita come namanamafreeze.